Un invito a leggere questo romanzo: Milano che luccica sotto la pioggia, Rebecca che cammina come un’ombra disciplinata, Gustavo che arriva come una crepa nel vetro. Il cuore del mio ottavo libro, Quei pois dell’anima, pulsa già in queste righe: un poliziesco che non cerca solo il colpevole, ma le ferite che ogni indagine lascia dietro di sé.
La città è un personaggio a sé: brilla, taglia, osserva. Rebecca è una donna che vive nel confine sottile tra dovere e tormento. Gustavo è un uomo che tenta di salvarsi, ma Milano non salva nessuno senza chiedere qualcosa in cambio.
Quei pois dell’anima è un poliziesco ambientato in una Milano notturna, tagliente, dove le luci artificiali rivelano più di quanto nascondano. Rebecca, ispettore della Squadra Mobile, vive sospesa tra disciplina e colpa, mentre Gustavo, ex investigatore dal passato irregolare, tenta di ricomporre la propria esistenza. Le loro strade si incrociano in una città che non concede tregua: ogni indizio è una ferita, ogni scelta un rischio. Il romanzo esplora la fragilità umana dietro la ricerca della verità, trasformando l’indagine in un viaggio interiore. Un invito a entrare in una storia dove la giustizia non è mai solo giustizia, e la notte di Milano custodisce più risposte di quanto sembri.
Acquistare Quei pois dell’anima significa scegliere un libro che non si limita a essere letto: ti guarda dentro.
La risposta breve: perché è un libro che parla a chiunque abbia vissuto, sentito, perso, ricominciato — e lo fa con una voce che non somiglia a nessun’altra.
Alessandra Trotta