Il dolore dell’anima è più insopportabile di quello del corpo e ha una forza devastante che travolge ogni cosa.
Da queste pagine trapelano la solitudine, l’angoscia, il male di vivere che si trasformano in una violenza inaudita, nelle mani di un serial killer che uccide le proprie vittime per poi smembrare brutalmente i loro corpi.
Uomini che non accettano di essere lasciati dalle loro donne, come oggi la cronaca ci racconta, e che spogliati di ogni sentimento sono incapaci di amare. Incubi che diventano realtà e che lacerano il confine tra ciò che è frutto della nostra fantasia e la realtà.
Queste storie ci strappano l’anima, facendoci sentire tutto il freddo della notte più buia, quella in cui anche la luna è nascosta dalle nuvole e il buio avvolge compattamente ogni singola cosa, come un cellophane che si attacca sulle superfici e soffoca ogni respiro, avvolgendo il nostro cuore che, imprigionato, non riesce più a battere…
“E io l’ho fatto.
Eccomi sono qui, la stupida numero uno della città.
Lara iniziò a camminare lentamente intorno a Cristiano.
Lui era seduto, con il capo chino, su una sedia in ferro posta al centro del salotto.
Ogni volta che i tacchi di Lara percuotevano il pavimento in le-gno Cristiano serrava la mascella, ma non tentava di liberarsi dalle manette che gli bloccavano i polsi dietro lo schienale della sedia.
Lara si fermò dietro di lui, gli prese i capelli e tirò con tutta la sua forza.
La testa di Cristiano si inclinò all’indietro, ma nessun suono fuoriuscì dalla sua bocca.
Non ricordo come mai.”