Quel volo dell’Angelo che… (2023)

Quanto è importante provare ad avvertire intorno a sé un aroma, un profumo, un oggetto che ci dimostri la vicinanza di una persona che non è più presente? Sicuramente tanto: è qualcosa che dà forza, ed è così anche per Alex, che attraverso segnali di diverso tipo ritrova costantemente accanto il fratello Andrew, suo vero e proprio Angelo custode.

Ripercorrendo i dolori e le gioie, lo sconforto e la tenacia, i dubbi e le speranze, questo “incontro” intenso e particolare che ne scaturisce finisce per diventare per estensione una metafora della vita stessa.


“Oggi voglio condividere con voi un pezzo del mio cuore, ciò che amo e ciò in cui credo.
Una sera come molte altre mi coricai per andare a letto e feci un sonno tranquillo, ad un certo punto del mio dormire avvertii una presenza nella mia stanza che non mi fece paura, era come un richiamo tramite il pensiero.
Voltai lo sguardo verso la porta della stanza, ma non vidi niente, solo una leggera luce, che pensavo fosse il riflesso delle luci notturne sul muro attraverso il portone di casa; sentii una strana sensazione, percorsi con lo sguardo la stanza sino alla poltrona alla mia sinistra e vidi una bellissima figura verde “luminosissima” di uomo presumo giovane, seduto con le mani una sull’altra posate sulle sue gambe, che mi osservava e quando capì che l’avevo visto mi salutò come per darmi una conferma, come se mi stesse aspettando o volesse comunicarmi qualcosa, non disse altro e piano piano con esso la sua luce svanì e se ne andò.”