Bocciato il cambio dell’ora:”i vantaggi non ci sono scegliamone una e basta” la lega rilancia l’ora legale permanente

Due volte all’anno, da decenni, milioni di italiani sono abituati a spostare le lancette avanti o indietro. Un gesto ormai automatico che potrebbe però appartenere presto al passato. La Commissione Attività Produttive della Camera ha infatti concluso un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente, arrivando a una conclusione condivisa: il sistema del doppio cambio stagionale appare sempre meno giustificato, mentre cresce il consenso sulla necessità di adottare un unico orario valido per tutto l’anno. Tuttavia resta aperta la questione più delicata: scegliere se mantenere per sempre l’ora legale oppure quella solare. 

Il dibattito, che da anni divide esperti, associazioni e cittadini, è tornato al centro dell’attenzione anche grazie alla spinta della Lega. Il deputato Andrea Barabotti, relatore dell’indagine parlamentare, ha salutato con soddisfazione il documento approvato all’unanimità, sottolineando come il superamento del doppio cambio annuale rappresenti un beneficio sotto il profilo della salute e dell’organizzazione della vita quotidiana. 

Secondo quanto emerso nel corso delle audizioni, infatti, il passaggio dall’ora solare a quella legale e viceversa provocherebbe effetti non trascurabili sui ritmi biologici delle persone. Diversi esperti intervenuti davanti alla Commissione hanno evidenziato come il cambiamento forzato degli orari possa incidere sul sonno, sulla concentrazione e più in generale sull’equilibrio del ciclo circadiano. Per questo motivo si è consolidata una convergenza quasi generale sull’opportunità di eliminare il doppio passaggio stagionale. 

La discussione, tuttavia, non riguarda soltanto la salute. Per molti anni il cambio dell’ora è stato considerato uno strumento utile per ridurre i consumi energetici. I dati storici riportati da Terna indicano che l’ora legale ha consentito importanti risparmi di energia elettrica e significativi vantaggi economici per famiglie e imprese. Negli ultimi anni, però, l’evoluzione tecnologica e la diffusione di sistemi di illuminazione sempre più efficienti hanno ridimensionato questi benefici, rendendo più controversa la reale utilità del meccanismo. 

Proprio questo elemento alimenta la posizione di chi sostiene che oggi i vantaggi del cambio dell’ora siano ormai limitati rispetto ai disagi prodotti. Da qui la convinzione, condivisa da numerosi osservatori, che sia arrivato il momento di scegliere definitivamente un solo orario, mettendo fine a una pratica considerata da molti anacronistica.

La Lega, in particolare, guarda con favore all’adozione permanente dell’ora legale. Una posizione che ricorda quella espressa negli Stati Uniti dall’amministrazione Trump, più volte favorevole a mantenere stabilmente l’orario estivo per avere giornate percepite come più lunghe e luminose. Anche in Italia i sostenitori dell’ora legale permanente evidenziano possibili vantaggi per il commercio, il turismo, la ristorazione e le attività all’aperto, grazie a una maggiore disponibilità di luce nelle ore serali. 

Tuttavia il Parlamento non ha preso una decisione definitiva. Il documento conclusivo dell’indagine non stabilisce quale sia la soluzione migliore. Al contrario, individua diverse possibili strade. Tra queste figura una fase sperimentale di almeno un anno con l’ora legale permanente, accompagnata da un monitoraggio scientifico degli effetti su consumi, salute, sicurezza stradale, economia e qualità della vita. Un’altra ipotesi è l’adozione diretta dell’ora legale per tutto l’anno. Una terza possibilità resta l’introduzione dell’ora solare permanente. 

La prudenza non è casuale. Se infatti l’ora legale garantirebbe più luce nelle ore serali, l’ora solare permanente consentirebbe mattinate più luminose durante l’inverno, aspetto che molti medici e studiosi considerano importante per il benessere psicofisico e per l’allineamento con il ritmo naturale del sole. La scelta, quindi, coinvolge aspetti energetici, economici, sanitari e sociali che richiedono valutazioni approfondite. 

Il tema ha inoltre una dimensione europea. Già nel 2019 il Parlamento europeo si era espresso a favore dell’abolizione del cambio stagionale, lasciando agli Stati membri la possibilità di scegliere quale orario mantenere stabilmente. Il processo, tuttavia, si è poi arrestato a causa delle divergenze tra i Paesi e della successiva emergenza pandemica. Ancora oggi manca una linea comune che consenta di evitare differenze eccessive tra gli Stati dell’Unione. 

Per questo motivo il documento approvato alla Camera suggerisce anche un coordinamento con le istituzioni europee, nella consapevolezza che una decisione nazionale avrebbe inevitabili ripercussioni sui rapporti economici, sui trasporti e sull’organizzazione delle attività transfrontaliere. 

Il risultato dell’indagine, dunque, non chiude il dibattito ma ne segna un passaggio importante. Su un punto sembra esserci ormai un consenso trasversale: il doppio cambio dell’ora convince sempre meno. Resta invece da rispondere alla domanda fondamentale che continua a dividere esperti e politica: meglio l’ora legale o quella solare? La risposta, almeno per il momento, non è ancora arrivata.