Il traditore. La vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull’inganno di Angelo Polimeno Bottai

Angelo Polimeno Bottai (Roma, 1959) è un giornalista del Tg1, saggista e autore di numerosi volumi dedicati alla politica italiana, alla storia contemporanea e all’economia. È stato cronista parlamentare, poi vicedirettore del Tg1, e oggi cura la rubrica Tg1 Libri .

Angelo Polimeno Bottai nasce a Roma nel 1959. Dopo gli studi intraprende la carriera giornalistica, specializzandosi nel racconto della politica interna e delle dinamiche istituzionali. Nel corso degli anni diventa una delle firme più riconoscibili del Tg1, distinguendosi per analisi, approfondimenti e interviste. È anche presidente dell’associazione “EURECA – idee per l’Italia e l’Europa”, impegnata nella divulgazione culturale e politica .

Polimeno Bottai è autore di saggi che affrontano temi economici, politici e storici. Tra le sue opere più note:

  • Presidente ci consenta (2011)
  • Repubblica atto terzo (2012)
  • Non chiamatelo Euro (2015)
  • Alto tradimento (2019)

Negli ultimi anni ha ampliato la sua produzione verso la storia del Novecento, con particolare attenzione alla figura del nonno Giuseppe Bottai, gerarca fascista poi critico del regime.

Due libri hanno segnato un punto di svolta nella sua attività di saggista:

  • Mussolini, io ti fermo. Storia leggendaria di Giuseppe Bottai Un ritratto complesso del nonno, ministro della cultura del regime, promotore della scuola media e della tutela del patrimonio artistico italiano. Il volume ricostruisce la sua opposizione a Mussolini e il voto del 25 luglio 1943 .
  • Il traditore. La vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull’inganno (Utet, 2026) Una biografia parallela di Mussolini e Hitler, centrata sul Patto d’Acciaio e sul tema del tradimento politico. L’autore sostiene, sulla base dei documenti, che il vero traditore fu Hitler, che avviò la guerra senza informare Mussolini e firmò il patto con Stalin all’insaputa dell’Italia .

Polimeno Bottai partecipa regolarmente a conferenze, presentazioni e incontri culturali in tutta Italia, spesso dedicati alla storia del fascismo, alla memoria del Novecento e alla divulgazione dei suoi libri. Le sue opere sono state presentate in contesti istituzionali, scuole militari e fondazioni culturali, confermando il suo ruolo di divulgatore storico oltre che di giornalista.

La sua biografia si intreccia con una doppia vocazione:

  • giornalista politico, attento alle dinamiche parlamentari e ai processi istituzionali;
  • saggista storico

La sua ultima fatica letteraria Il traditore. La vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull’inganno(utet 2026)

Molto è stato scritto sull’alleanza tra Adolf Hitler e Benito Mussolini, ma il lavoro di Angelo Polimeno Bottai si distingue per la capacità di riportare alla luce passaggi cruciali spesso trascurati. L’autore, forte di una documentazione rigorosa e di una prospettiva familiare che lo lega direttamente a uno dei protagonisti di quegli eventi, costruisce una biografia parallela che non si limita a raccontare: indaga, seziona, interpreta. Il Patto d’Acciaio, fulcro dell’intero saggio, emerge come un accordo nato sotto il segno dell’inganno, un vincolo che ha trasformato Mussolini da alleato a ostaggio, trascinandolo in una spirale di umiliazioni politiche e morali. Bottai mostra come dietro la retorica dell’intesa nazifascista si celasse un rapporto di forza sbilanciato, in cui Hitler manovrava e Mussolini subiva, fino a compromettere la propria leadership e la fedeltà verso il popolo italiano. La domanda che attraversa il libro – «Chi, davvero, avrebbe metaforicamente pugnalato Mussolini?» – diventa il filo rosso di un’indagine che mette in discussione narrazioni consolidate.

Uno dei punti più originali del saggio è la rilettura del 25 luglio 1943. Bottai rifiuta l’interpretazione che vede nei diciannove gerarchi del Gran Consiglio i traditori del Duce. Al contrario, sostiene che essi agirono attenendosi al programma del Partito Nazionale Fascista, che stabiliva chiaramente la subordinazione dell’interesse del partito a quello della nazione. Una scelta drammatica, pagata da alcuni con la vita, ma che segna la fine del regime e apre una breccia nella storia politica italiana. L’autore si spinge a definire quel voto come il primo atto politico della Resistenza: un gesto di rottura che anticipa la frattura definitiva tra Mussolini e il suo stesso movimento. Significativo è il fatto che il Duce, nella successiva Repubblica Sociale Italiana, rifiuterà di inserire l’aggettivo “fascista” nel nome del nuovo Stato, quasi a voler prendere le distanze da ciò che era accaduto. Bottai ricostruisce questi passaggi con precisione, mostrando come il tradimento non vada cercato nei gerarchi, ma nel rapporto di sudditanza instaurato con Hitler, che aveva già compromesso l’autonomia politica italiana.

Gli ultimi mesi della guerra in Italia rappresentano, nel racconto di Bottai, il compimento del tradimento hitleriano. Mussolini e l’Italia vengono trascinati nell’abisso da un alleato che non ha mai considerato il paese un partner, ma un territorio da controllare e sfruttare. La biografia parallela dei due dittatori diventa così un’analisi delle dinamiche di potere che hanno segnato l’Europa negli anni più bui del Novecento. Bottai mette in luce la progressiva dissoluzione del rapporto tra i due uomini, mostrando come Hitler abbia manipolato Mussolini fino a renderlo incapace di difendere la propria nazione. Il saggio si chiude con una riflessione amara ma necessaria: il vero tradimento non fu quello del 25 luglio, bensì quello inscritto nel Patto d’Acciaio, un accordo che condannò l’Italia a una guerra devastante e a un destino di sofferenza. L’opera di Bottai, documentata e incisiva, offre una prospettiva nuova su eventi noti, invitando il lettore a interrogarsi sulle responsabilità, sulle illusioni e sulle conseguenze di un’alleanza che ha segnato tragicamente la storia europea.