Gorgonzola e rischio Listeria: anatomia di un richiamo alimentare che interroga la sicurezza dei formaggi italiani

Il 26 agosto 2026 la catena di supermercati Carrefour ha diffuso un avviso di richiamo riguardante un lotto di Gorgonzola DOP Tapporosso – Centrale del Latte di Torino, prodotto da Granarolo Spa nello stabilimento di Casalino (Novara). Il lotto interessato è il L126G22, confezioni da 200 grammi, con scadenza 5 settembre 2026. Il motivo: una possibile presenza di Listeria monocytogenes, batterio responsabile della listeriosi.

Il richiamo è stato pubblicato anche sul portale del Ministero della Salute, come previsto dalle procedure di sicurezza alimentare. L’azienda ha invitato i consumatori a non consumare il prodotto e a restituirlo al punto vendita per il rimborso. Si tratta di un richiamo precauzionale, ma sufficiente a generare attenzione mediatica e preoccupazione tra i consumatori.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio: nel solo 2026, Il Fatto Alimentare ha registrato 168 richiami e ritiri, per un totale di 409 prodotti coinvolti. Una cifra che conferma quanto la sicurezza alimentare sia un tema dinamico e complesso, formaggi erborinati.

La Listeria monocytogenes è un batterio ampiamente diffuso nell’ambiente: terreno, acqua, vegetazione. Può contaminare alimenti come latte e derivati, salumi, pesce affumicato, verdure confezionate e prodotti pronti al consumo. Una delle sue caratteristiche più insidiose è la capacità di sopravvivere e moltiplicarsi anche a temperature di frigorifero, rendendo vulnerabili gli alimenti conservati a lungo e consumati senza cottura.

La listeriosi, l’infezione causata dal batterio, può provocare sintomi lievi in persone sane (febbre, nausea, diarrea), ma diventa pericolosa per anziani, donne in gravidanza, neonati e persone immunodepresse, con possibili complicanze come meningite e setticemia.

I formaggi molli ed erborinati, come il gorgonzola, sono considerati prodotti sensibili perché presentano un’elevata umidità e una struttura che può favorire la crescita microbica. Non è un caso che i controlli su questi prodotti siano frequenti e rigorosi.

Va sottolineato che, al momento, non risultano segnalazioni di persone che abbiano sviluppato la listeriosi dopo aver consumato il lotto richiamato. Il richiamo resta dunque una misura preventiva, non la risposta a un focolaio.

Il richiamo del Gorgonzola DOP Tapporosso non è solo un episodio isolato: è un campanello d’allarme per l’intera filiera lattiero-casearia. La produzione del gorgonzola, regolata da disciplinari DOP, richiede controlli costanti su latte, ambienti di stagionatura e confezionamento. Un singolo lotto sospetto può mettere in discussione procedure, protocolli e comunicazione interna tra produttori e distributori.

In questo caso, la trasparenza è stata immediata: Carrefour ha diffuso l’avviso, Granarolo ha confermato il richiamo, il Ministero ha pubblicato la notifica. La filiera ha reagito secondo le norme, dimostrando che il sistema di allerta funziona.

Per i consumatori, la regola è semplice:

  • Controllare il numero di lotto (L126G22) e la scadenza (05/09/2026).
  • Non consumare il prodotto se corrisponde ai dati del richiamo.
  • Restituirlo al punto vendita per il rimborso.

Il caso solleva anche una riflessione più ampia: la percezione della sicurezza alimentare. I richiami non indicano necessariamente un fallimento del sistema, ma spesso il contrario: la capacità di individuare tempestivamente un rischio e di intervenire prima che diventi un problema sanitario.

In un mercato dove i consumatori chiedono prodotti freschi, naturali e poco trattati, la sicurezza microbiologica resta una sfida quotidiana. Il gorgonzola, simbolo della tradizione casearia italiana, non è esente da queste dinamiche. E ogni richiamo è un’occasione per migliorare controlli, comunicazione e fiducia.

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