Lavoro

Il lavoro riveste un ruolo di grande importanza nella vita umana.

Attraverso di esso l’uomo non solo soddisfa i propri bisogni, ma ricerca la propria realizzazione sia a livello personale che sociale.

Le profonde mutazioni che si sono verificate nella società con l’avvento dell’industrializzazione, hanno ampiamente modificato la struttura e l’organizzazione dell’attività lavorativa.

L’introduzione sempre più massiccia della macchina e la nascita della grande fabbrica hanno finito per sottrarre al singolo l’autonomia di decisione di cui in passato godeva e hanno trasformato il lavoro in un complesso ingranaggio, che produce gravi forme di alienazione umana.

Il lavora è cosi diventato, grazie soprattutto all’azione del sindacato, il terreno di forti conflitti, volti alla difesa dei diritti dei mondo operaio e, più radicalmente, alla elaborazione di un nuovo modello di società.

Gli anni ’70 hanno segnato il momento culminante di questo processo.

La centralità assunta dal lavoro e le attese di cambio sociale, alimentate dall’ideologia allora dominante, favorivano lo sviluppo della contestazione e l’impegno per la promozione di una nuova qualità della vita.

La fase attuale è, sotto questo profilo, una fase di ripiegamento.

La caduta del mito del progresso indefinito e l’affievolirsi della tensione politica, nonché l’affermarsi della complessità sociale e l’introduzione delle nuove tecnologie informatiche, hanno dato vita a una situazione nuova, caratterizzata dalla passività e dall’individualismo.

Il lavoro rischia di essere sempre più considerato come semplice strumento per far fronte alle necessità della vita quotidiana e sempre meno come luogo di liberazione umana integrale.

Alessandra Trotta - giornalista e scrittrice

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