YMANI il virus che non cambiò il mondo di Tatiana Fomina

Tatiana Fomina è nata in Bielorussia, dove ha vissuto per qualche anno finchè suo padre si dovette spostare, con tutta la sua famiglia, per lavorare come specialista in una nuova fabbrica aperta in Ucraina.

Vive la sua infanzia e la difficile adolescenza nell’epoca comunista in uno stato di infelicità e insoddisfazione profonda; fin da allora mostrava la sua indole sensibile ed autentica.

I libri colmavano il suo mondo interiore.

Giovanissima lascia la sua Terra e si trasferisce in Italia dove attualmente vive.

Perfeziona la sua tecnica nello scrivere.

Ymani è il primo libro della trilogia Sopravvissuti ed è la sua prima opera pubblicata con la casa editrice La Zisa in questo anno, con la prefazione “attenta” di Pierandrea Mirino.

La creazione di un virus in laboratorio, risultato dell’alienazione di uno scienziato scontento dal fallimento del suo matrimonio, ha modificato interamente  la sorte dell’umanità. A ottant’anni dalla sciagura un giovane ragazzo, Zac, in compagnia della sua amica Tati, compie un viaggio attraverso l’Europa per arrivare a Mosca, la città da dove tutto è cominciato. Il loro scopo è scovare la verità su quanto è successo, cosa ha modificato così drasticamente la società e se sia ancora possibile intervenire. In seguito ad una serie di imprevisti e incontri, Zac e gli altri compagni arrivano  all’istituto in cui dei giovani scienziati stanno cercando di porre rimedio al disastro predisposto dal professor Zubov. Nel far fronte a questa avventura i personaggi della storia dovranno crescere,  cambiare le proprie convinzioni, in un confronto obbligato con se stessi e con gli altri, che li condurrà a scelte inaspettate e a nuove consapevolezze e a una nuova chiave di lettura della loro società.

La storia è romanzata, ovviamente.

Il resto della trama si intuisce, ma non si dice per ragioni di sorpresa: buona tensione, buone trovate narrative, sufficiente spessore dei personaggi.

Il lettore sin dalle prime pagine, è costretto, a una lettura senza soluzione di continuità e, nel contempo, molto piacevole.

La fantascienza è un genere ampissimo della produzione letteraria internazionale, con spunti che proliferano sempre di più man mano che accelera lo sviluppo tecnologico nel mondo reale. Un genere a cavallo fra la fantasia e l’attendibilità scientifica che abbraccia temi sociali, politici e individuali e che quasi sempre è un punto di partenza per profonde riflessioni su tutto quello che ci circonda. In questo romanzo l’autrice ha cercato di includere alcuni capisaldi del genere, senza trascurare esponenti più moderni.

In questo libro troverete sia le motivazioni più esplicite sul motivo per cui consigliamo il romanzo, sia una indicazione sui possibili destinatari ideali dello stesso.

I dialoghi sono semplici e diretti, buone le descrizioni e ben caratterizzati i singoli personaggi.
Un finale che nulla ha di scontato, che sia questo solo il primo capitolo di una lunga avventura?

Alessandra Trotta - giornalista e scrittrice