“Via Margutta per Gigi: pittura, memoria, romanità”

Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, la 124ª edizione della mostra “Cento Pittori Via Margutta” rende omaggio a Gigi Proietti con il tema “Gigi Proietti e i suoi colori di Roma”, celebrando il legame profondo tra l’artista e la città eterna.

La storica manifestazione, nata nel 1953 e formalizzata come associazione nel 1970, torna a colorare Via Margutta, la celebre strada romana che da sempre ospita pittori, poeti e sognatori. Quest’anno, il protagonista ideale è Gigi Proietti, figura emblematica della romanità, capace di incarnare con ironia e profondità l’anima di Roma. Attore, regista, autore e poeta, Proietti ha saputo raccontare la città con uno sguardo unico, fatto di verità, passione e umanità.

Il tema “Gigi Proietti e i suoi colori di Roma” invita gli artisti a interpretare, attraverso le loro opere, la Roma che ha ispirato Proietti e che lui stesso ha restituito al pubblico con la sua arte. Le tele esposte saranno un viaggio visivo tra i quartieri, i volti, le atmosfere e le emozioni che hanno segnato la sua carriera e la sua vita.

L’evento è anche un tributo alla memoria, un modo per far rivivere il Maestro tra le strade che lo hanno visto nascere e incantare. I colori, i pennelli e le visioni degli artisti di Via Margutta diventano strumenti di narrazione e affetto, trasformando la mostra in un atto collettivo di gratitudine.

Tra gli artisti partecipanti, spicca il nome di Giuseppe Zingaretti, acquarellista romano noto per la sua capacità di catturare la luce e l’atmosfera della città. La sua presenza conferma il valore artistico e culturale della manifestazione, che continua a essere un punto di riferimento per l’arte pittorica italiana.

La mostra è a cielo aperto, accessibile gratuitamente, e si snoda lungo Via Margutta, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra arte, storia e sentimento. Un’occasione per riscoprire Roma attraverso lo sguardo di chi l’ha amata profondamente e per celebrare l’eredità di un artista che è diventato parte integrante della sua identità.

Giuseppe Zingaretti è una figura di spicco nell’arte romana, noto per la sua transizione dall’olio agli acquerelli e per il profondo impegno nella tutela della memoria storica e artistica della città.

La sua carriera è segnata da una costante ricerca di autenticità e radicamento culturale. Dopo una formazione classica e l’influenza di maestri come il padre Antonio e il francescano Ugolino da Belluno, Zingaretti ha trovato la sua vocazione nell’acquerello, ispirato dalle opere di Ettore Roesler Franz, celebre per la documentazione lirica della “Roma Sparita”. Questo passaggio non è stato solo tecnico, ma anche concettuale: l’acquerello gli ha permesso di esprimere con maggiore trasparenza e delicatezza la poetica del tempo che scorre, della città che cambia.

Fondando associazioni come “Roma che Scompare” e l’A.R.A. (Associazione Restauratori d’Arte), Zingaretti ha dimostrato una dedizione instancabile alla valorizzazione del patrimonio locale, promuovendo iniziative culturali e progetti di restauro che hanno coinvolto anche enti come il Rotary Club e l’associazione Fabrateria. Tra i suoi interventi più significativi, il restauro della pala d’altare e la produzione di opere che celebrano la Roma storica, con attenzione ai dettagli architettonici e alla luce come elemento narrativo.

La sua arte ha varcato i confini nazionali, con mostre a New York, Parigi e Roma, tra cui la recente esposizione alla Galleria d’Arte Sempione e alla Galleria Antiquaria Mondo Antico, dove ha presentato acquerelli che evocano atmosfere sospese tra sogno e memoria. Il riconoscimento della sua opera è testimoniato da premi prestigiosi come la medaglia d’oro dell’EPT di Roma e il Cavalletto d’argento, simboli di una carriera vissuta con passione e rigore.

Il suo coinvolgimento con l’Associazione Cento Pittori Via Margutta, di cui è uno degli esponenti più noti, e la sua lunga esperienza nell’insegnamento del disegno dal vero e della tecnica dell’acquerello, lo rendono non solo un artista, ma anche un maestro e custode della tradizione pittorica romana.

Zingaretti incarna una visione dell’arte come memoria viva, capace di raccontare la città e i suoi cambiamenti con sensibilità e profondità. Un artista che ha saputo trasformare la nostalgia in bellezza, e la tecnica in testimonianza.

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