La scossa globale. L’effetto Trump e l’età dell’incertezza di Maurizio Molinari

Maurizio Molinari è un giornalista e saggista italiano, nato a Roma il 28 ottobre 1964. È noto per la sua lunga carriera nel giornalismo e per aver diretto due tra i principali quotidiani italiani: La Stampa e La Repubblica.

  • Origini: Nato in una famiglia di origine ebraica.
  • Studi: Ha studiato all’Harris Manchester College dell’Università di Oxford e all’Università Ebraica di Gerusalemme. Si è laureato in Scienze Politiche (1989) e in Storia (1993) all’Università di Roma “La Sapienza”.
  • Giornalismo: Ha iniziato la carriera nel 1984 con La Voce Repubblicana. È diventato giornalista professionista nel 1989.
  • La Stampa: Dal 1997 ha lavorato come corrispondente diplomatico, poi inviato a Bruxelles, New York e Gerusalemme. Nel 2016 è diventato direttore del quotidiano.
  • La Repubblica: Dal 23 aprile 2020 al 6 ottobre 2024 è stato direttore del quotidiano La Repubblica. Attualmente ne è editorialista.

✍️ Attività saggistica

Maurizio Molinari è autore di oltre 20 libri su politica estera, terrorismo, geopolitica e società. Tra i titoli più noti:

  • Il Califfato del Terrore
  • Jihad
  • Atlante del mondo che cambia
  • Il Campo di Battaglia. Perché il Grande Gioco passa per l’Italia (La Nave di Teseo, 2021)

Vita privata

  • È sposato dal 1994 con Micol Braha, di origini italo-libiche.
  • La coppia ha quattro figli, tutti nati a New York.
  • Vive attualmente a Milano.

Molinari è considerato una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano, con una forte specializzazione in politica estera, sicurezza internazionale e dinamiche geopolitiche.

La sua ultima fatica letteraria La scossa globale. L’effetto Trump e l’età dell’incertezza (Rizzoli editore).

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2025 ha effettivamente innescato una ridefinizione dell’ordine mondiale, con effetti a cascata su geopolitica, economia, alleanze e comunicazione globale.

Ecco una panoramica delle principali conseguenze e tensioni emerse:

Gli Stati Uniti hanno riaffermato la loro egemonia, chiedendo agli alleati NATO di aumentare le spese militari.

Le politiche protezionistiche di Trump, in particolare i dazi, hanno favorito l’avvicinamento tra Cina, Russia e altri attori emergenti, accelerando la formazione di un ordine mondiale multipolare.

Le tensioni tra Washington, Mosca e Pechino si sono intensificate, con pressioni crescenti su aree strategiche come l’Ucraina, Taiwan e il Medio Oriente.

Trump ha stretto accordi con leader come Viktor Orbán, concedendo esenzioni sulle sanzioni energetiche e lodandone la politica migratoria.

Alcuni paesi europei e mediorientali stanno ricalibrando i propri rapporti con gli USA, cercando maggiore autonomia o nuove intese con Cina e Iran.

Le tariffe imposte da Trump hanno destabilizzato i mercati globali, spingendo molti paesi a negoziare accordi alternativi.

L’interesse per rotte e territori come Groenlandia, Canada e Panama riflette una geopolitica orientata al controllo delle risorse.

Il ritorno di Trump ha riacceso il dibattito sul ruolo dei media, tra libertà di stampa e propaganda.

Cambia il modo di esercitare il potere: più diretto, divisivo, basato su narrative forti e identitarie.

Secondo analisi macroeconomiche, il 2025 è segnato da una “policrisi” globale, dove le scelte della presidenza Trump aggiungono elementi di incertezza.

Mentre alcuni paesi cercano di contenere le tensioni, altri cavalcano il cambiamento per ridefinire le proprie posizioni strategiche.

Il cuore di queste pagine è l’ordine internazionale sospeso, osservato con lucidità e rigore da Maurizio Molinari, tra i più autorevoli analisti del panorama geopolitico mondiale. Con l’accuratezza che lo contraddistingue, impreziosita da mappe, grafici e scenari concreti, Molinari ci guida lungo il crinale instabile dell’epoca che stiamo vivendo: un tempo segnato da conflitti caldi, alleanze mutevoli e leadership divisive.

Partendo dagli eventi cruciali degli ultimi anni – in primis la guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente – l’autore focalizza la sua analisi sul terremoto geopolitico innescato dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, un evento che ha ridisegnato equilibri, sfere d’influenza e rapporti di forza tra Washington, Mosca e Pechino.

La sfida politico-militare, la competizione economica, la contesa per la supremazia tecnologica: tutte le dimensioni del confronto tra superpotenze globali e attori regionali sono oggi segnate dal nuovo corso alla Casa Bianca. Il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha generato un panorama imprevedibile, incandescente, traumatico, che ridefinisce equilibri, alleanze e priorità strategiche.

È uno scenario che ci riguarda tutti. Non è più possibile ignorarlo, né delegarlo. Per orientarsi nel presente, occorre comprenderlo.